Gilda degli Insegnanti Latina

ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DEGLI INSEGNANTI DELLA PROVINCIA DI LATINA
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Il Consiglio di stato contraddice se stesso e nega i tre punti ai docenti inseriti in graduatoria


Perfezionamento, corsi nel caos


Errori anche del ministero. E le assunzioni sono a rischio

No ai 3 punti in graduatoria per i corsi di perfezionamento. Il monito viene dal Consiglio di stato che ha cambiato idea sulla valutazione dei titoli di perfezionamento nelle graduatorie a esaurimento di terza fascia. L'inversione di marcia è stata effettuata dalla sesta sezione il 18 marzo scorso (ordinanza 1501/2008) con un provvedimento di cui si avuta notizia solo in questi giorni. La sesta sezione è la stessa che il 15 gennaio scorso ha emesso un'ordinanza di segno opposto (218/2008) affermando il diritto ai 3 punti in riferimento a un caso analogo (si veda Italia Oggi del 29 gennaio scorso). La vicenda, che ha dell'incredibile, determina una situazione dai risvolti paradossali.
L'ordinanza del 15 gennaio, infatti, nel confermare un'ordinanza del Tar Lazio, che prevedeva l'attribuzione di 3 punti ad un ricorrente che si era visto attribuire solo un punto nelle graduatorie a esaurimento, pone i presupposti per consentire ai docenti precari di quella regione, di ottenere tale riconoscimento. Tanto più che i ricorsi pendenti sulla stessa materia sono talmente tanti che è ragionevole ritenere che l'ufficio scolastico del Lazio dovrà necessariamente prenderne atto e agire di conseguenza. Se non altro per il fatto che il Consiglio di stato è il massimo organo giurisdizionale amministrativo del nostro paese. E anche se le pronunce fanno stato solo tra le parti, è pur vero che l'autorevolezza della fonte dalla quale proviene tale interpretazione dovrebbe indurre l'ufficio a fare ammenda.Uniformandosi, peraltro, anche all'orientamento di tutti gli altri uffici regionali d'Italia. Tutti tranne l'ufficio scolastico regionale della Basilicata. Regione dove tutto potrebbe rimanere come prima. L'ordinanza del 18 marzo, infatti, cancella un'ordinanza del Tar della Basilicata, che aveva accertato il diritto ai tre punti per una docente precaria. Ponendo un seria ipoteca anche sull'esito degli altri ricorsi. Ricorsi che, in sede cautelare, si erano risolti favorevolmente nei confronti dei ricorrenti. Ma adesso tutto si rimette in gioco. E dopo l'ordinanza del Consiglio di stato è ragionevole ritenere che l'ufficio scolastico lucano, forte di questo successo giurisprudenziale, non potrà che confermare il proprio orientamento. Che è in netta controtendenza rispetto a quello adottato nel resto d'Italia. Resta il fatto che in Basilicata i titoli di perfezionamento di 60 crediti e 1500 ore valgono 1 punto.

Nel resto d'Italia, invece, gli stessi titoli valgono 3 punti. E ciò costituisce per lo meno una violazione del principio di uguaglianza. Non solo. Se tra tutti gli uffici regionali solo quello della Basilicata ha azzeccato l'interpretazione giusta, allora tutti gli altri hanno sbagliato. E dunque, un enorme numero di immissioni in ruolo, tratte direttamente dalla terza fascia delle graduatorie a esaurimento, sono state effettuate in violazione di legge. Ma c'è anche un'altra possibilità. Potrebbe essere stato proprio il ministero della pubblica istruzione ad avere sbagliato. Ed è un'ipotesi tutt'altro che improbabile. Tanto più che la tabella di valutazione introduce la valutazione di titoli che potrebbero essere inesistenti. Il perché è presto detto. La tabella di valutazione dei titoli allegata al decreto 27 del 15 marzo 2007, prevede, infatti, la valutazione di 3 punti per i diplomi di perfezionamento che si conseguono al termine di percorsi formativi di 60 crediti e 1500 ore. Idem per i master di I e II livello.Ma nel nostro ordinamento non esistono

Per un motivo molto semplice: al termine di un corso di perfezionamento di 60 crediti e 1500 ore si consegue un altro tipo di titolo. E questo titolo si chiama master e non diploma di perfezionamento. Insomma, il corso di perfezionamento è il percorso formativo, mentre il master è il titolo. Della locuzione «diploma», nemmeno l'ombra.